UMBERTO ECO

 

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Cordoglio da tutto il mondo per la scomparsa dello scrittore, filosofo, semiologo e grande esperto della comunicazione:Se n’è andato a 84 anni Umberto Eco.

I funerali dell’intellettuale alessandrino si svolgeranno martedi 23 febbraio nella sua citta

di adozione , Milano: si tratterà di una cerimonia laica,con inizio alle ore 15.00 al Castello

Sforzesco.

Una perdita immensa per la cultura italiana. Nato ad Alessandria nel 1932, oltre che autore di best seller, era saggista di semiotica filosofica ed estetica medievale, nonché docente universitario e grande esperto di comunicazione.

Il curriculum di Umberto Eco è impressionante: premi e onorificenze non si contano, basti citare la quarantina di lauree honoris causa ricevute da atenei di tutto il mondo, oltre a quella in Filosofia conseguita all’Università di Torino. Era il 1954: negli anni immediatamente successivi, lavorò in Rai, diventò condirettore editoriale di Bompiani e iniziò la carriera accademica, che avrebbe proseguito fino al 2007 a Bologna, dove dal 1975 fu professore ordinario di Semeiotica, è stato direttore del Dams e fondatore di Scienze della Comunicazione.

Il suo ultimo romanzo, pubblicato l’anno scorso, è Numero zero ambientato nell’Italia del 1992, quella di mani pulite; il primo, quello che gli ha dato la celebrità mondiale, è Il nome della rosa, uscito nel 1980, un classico riuscitissimo. Un feuilleton colto ambientato in un’abbazia medievale dove accadono misteriosi omicidi e Eco sfodera tutta la sua arguzia, la sua cultura e mette in piedi uno scenario storicamente accuratissimo.Ma tra questi due romanzi ci sono tante altre opere, alcune riuscite, altre meno, ma sempre intellettualmente stimolanti. Come Il pendolo di Foucault che, quindici anni prima del Codice da Vinci (e in una chiave molto più colta e accurata), trattava il tema del complottismo storico, facendosene beffe; poi L’isola del giorno prima, La misteriosa fiamma della regina Loana, Il cimitero di Praga. L’Eco scrittore migliore, per molti, rimane quello medievale, e difatti non pochi sostengono che la sua opera narrativa più riuscita, dopo Il nome della rosa, sia Baudolino.

Pochi mesi fa, la decisione di abbandonare Bompiani per lanciarsi in una nuova avventura: la fondazione della casa editrice La Nave di Teseo, insieme ad Elisabetta Sgarbi e ad altri scrittori. Proprio per La Nave di Teseo è attesa nelle prossime settimane la pubblicazione dell’ultimo libro di Eco, Pape Satàn Aleppe, Cronache di una società liquida’ raccolta di interventi pubblicati sull’Espresso negli ultimi 15 anni su cui pare abbia lavorato fino all’ultimo.

Poco prima di andarsene ataccò internet:”I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli”. “Prima – ha detto Eco – parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività, venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”. Parola di Umberto Eco che attacca così internet dopo aver ricevuto all’Università di Torino la laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella interviene affermando di essere particolarmente addolorato” e definisce Eco “un uomo libero e di grande passione civile, spirito critico che ha portato prestigio all’Italia.”

LARA CALOGIURI

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