SPOON RIVER

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PUBBLICATO SU:http://www.liguria2000news.com/genova-spoon-river-omaggio-a-de-andre-e-lee-masters-allarchivolto.html

 

GENOVA. Spoon River, omaggio a De André e Lee Masters all’Archivolto

Genova. Diretto da Giorgio Gallione e liberamente ispirato all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e al concept album Non al denaro, non all’amore né al cielo di Fabrizio De Andrè, lo spettacolo Spoon River è uno degli eventi che inaugura il cartellone insieme 17/18, proposto congiuntamente dal Teatro Stabile di Genova e dal Teatro dell’Archivolto.
Spoon River – interpretato dagli attori Elsa Bossi, Ugo Dighero, Rosanna Naddeo, Giorgio Scaramuzzino e dai danzatori Luca Alberti, Angela Babuin, Filippo Bandiera, Massimo Cerruti, Eleonora Chiocchini, Francesca Zaccaria (in alternanza con Emanuela Bonora) – accosta i materiali poetici di Edgar Lee Masters alle canzoni di Fabrizio De André e alle musiche originali di Mario Arcari, musicista che ha collaborato a lungo con Faber. Fanno rispettivamente da prologo ed epilogo due commoventi omaggi Fabrizio De André, Il Fumatore di Michele Serra e Quello che non voglio – Una canzone per Fabrizio De Andrè di Stefano Benni.
Il regista Giorgio Gallione sovverte l’abituale prospettiva spaziale, posizionando gli spettatori sul palco e gli attori e i danzatori nella platea dell’ottocentesco Teatro Modena, svuotata dalle poltroncine e trasformata in una sorta di bosco metafisico grazie a una sorprendente installazione di Marcello Chiarenza. Qui si aggirano, come sospese in un limbo, danzando sulle coreografie di Giovanni Di Cicco, le anime dei defunti sepolti in un cimitero di collina, ovvero i personaggi creati da Edgar Lee Masters e cantati da Fabrizio De André – il Farmacista Trainor, il Giudice, lo Scemo del villaggio, il Suonatore Jones, il Medico, il Blasfemo, il Malato di cuore a cui l’anima sfugge mentre bacia l’amata… Liberi di raccontarsi senza le falsità e le sovrastrutture tipiche della vita, ci rendono partecipi dei loro destini, confessando pulsioni, desideri, meschinità, e svelando quell’anelito alla libertà e alla felicità che contraddistingue l’umanità tutta.

(Lara Calogiuri)

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