INTERNAZIONALE SITUAZIONISTA

 

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PUBBLICATO SU: www.liguria2000news

Genova. Internazionale Situazionista, una storia d’amore.

Genova. Giovedì 21 dicembre, alle 17.30, la Sala Consiliare del Municipio IV Media Val Bisagno in piazza dell’Olmo, ospita il secondo appuntamento dei giovedì culturali, serie di incontri organizzati da Teatro dell’Ortica in collaborazione con il Municipio IV.
La scrittrice e giornalista Donatella Alfonso, racconterà l’inizio del situazionismo Internazionale, partendo dal suo libro Un’imprevedibile situazione. Arte, vino, ribellione: nasce il Situazionismo, edito da«Il Nuovo Melangolo».
Il libro è ambientato nel luglio 1957, a Cosio d’Arroscia, sulle Alpi Marittime liguri, nella casa di un giovane pittore e della moglie, sposati da poco. Qui arriva una coppia di intellettuali francesi e un artista inglese che fotografa tutti, un visionario artista danese, la figlia della più famosa collezionista d’arte americana, un musicista geniale che fa preoccupare la mamma e un farmacista che si è fatto teorico dell’arte.
In quei pochi giorni nasce quella provocazione artistica e culturale che sarà l’Internazionale Situazionista. Situazioni, dunque momenti di vita. Un po’ costruita, non per moda bensì per amore. I situazionisti si danno da fare per adeguare se stessi alla realtà — una realtà pensata e dibattuta — e la realtà a se stessi, artisti e scrittori, anarcoidi, libertari, comunisti. Vengono d’ogni dove, chi da Parigi, chi dalla Danimarca; c’è un farmacista di Alba che invece di tramare contro il potere locale, come in letteratura accade ai farmacisti di paese, si dà all’arte. Viaggiano, vanno e vengono dall’Italia alla Francia, girano, e girando che ti rigirando sta il fatto che si incontrano, spesso e volentieri, si riconoscono prima ancora di conoscersi e a Cosio d’Arroscia, borgo della montagna imperiese, fondano sessant’anni fa l’Internazionale Situazionista.È un diario, quasi, un album familiare, nel quale immagini e biografie si intrecciano ovunque, nei racconti di prima mano — Piero Simondo, il superstite, che a Cosio è nato — e quelli desunti, testimoniati, documentati. I racconti di Piero e dei suoi amici per una stagione ricca di idee. Gente che pensa, gente che vive e che fa cultura tanto quanto fa politica, anche senza mostrarlo troppo, Una famiglia di artisti capace di trovare spazio e respiro internazionale, in un buco di paesino della Liguria più estrema, un gruppo che emerge tratteggiato dagli aneddoti, dai ricordi, dai lavori. Gente strana, che Donatella Alfonso sintetizza con una battuta di Rumney. Eravamo pazzi, ma non avevamo sbagliato.
(Lara Calogiuri)

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