BARUFFE CHIOZZOTTE

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Genova. Capodanno a teatro con Le Baruffe Chiozzotte

Genova. Appuntamento di Capodanno 2018 a Genova al Teatro della Corte da giovedì 28 dicembre a domenica 7 gennaio 2018 Ore 19:30, 20:30, 16:00
Le Baruffe Chiozzotte è un affresco di grande leggerezza e irresistibile divertimento, anche se in filigrana si intravede il colore della malinconia, la sensazione del tempo che fugge. Le donne hanno una sola urgenza: quella di non far passare un altro inverno senza essersi maritate. I loro uomini sono pescatori, e presto o tardi il mare li chiamerà a sé. Il mondo femminile, fatto di lavoro al merletto e di sogni d’amore, di attesa e di vitalità, è legato alla strada, al cortile. È lì che si consuma la loro battaglia, per tenere gli uomini ancorati alla terra ferma.È lo stesso Jurij Ferrini, regista e autore, a evocare la celebre regia de Le baruffe chiozzotte realizzate da Giorgio Strehler nel 1964: edizione memorabile che svelò ancora una volta la capacità goldoniana di tratteggiare affreschi umili e verissimi.Proprio all’afflato popolare guarda oggi Ferrini che chiama attorno a sé un cast assolutamente interessante. E affida a Natalino Balasso, interprete dalla cifra sorniona e comica nato poco lontano da Chioggia, l’incarico della traduzione e dell’adattamento. La commedia funziona in chioggiotto come in italiano: non a caso lo stesso Goldoni, nella sua riforma del teatro, ha lasciato spesso il veneziano per approdare a una lingua italiana fortemente teatrale.Jurij Ferrini pone al centro del lavoro proprio la lingua, ossia la parola: «C’è il più alto fraseggio goldoniano in quest’opera, il suo straordinario repertorio ritmico e comico. Qualunque sia lo stile registico, la propria personale sensibilità teatrale – spiega Ferrini – tramite cui si mette in scena un suo testo, i dialoghi serrati, i tempi e controtempi comici, restano al centro. Per questo penso di spogliare ancor di più l’apparato scenico, spingermi oltre ciò che ho realizzato fin’ora, svelando ciò che avviene durante le prove di uno spettacolo; permettendo al pubblico cioè di concentrarsi esclusivamente sul dialogo dei personaggi e sulle loro vicende, senza creare un affresco d’epoca visivo.Uno spettacolo corale, dove l’idea di scenografia abolisce le sottili pareti delle case per andare oltre ed entrare ancora di più nelle anime dei personaggi.Lo spazio esterno è il luogo di ritrovo dei popolani, del commercio, il luogo delle promesse d’amore, delle gelosie e delle baruffe, il luogo neutro in cui il popolo può incontrare liberamente i rappresentanti della giustizia e l’unico in cui il lieto fine sia possibile. E sullo sfondo dei festeggiamenti per i tre matrimoni appena celebrati, il tempo scorre, il Cogitore è in partenza, come Goldoni è in partenza per Parigi, ricordando le donne di Chioggia e le loro “Baruffe” d’amore.

(Lara Calogiuri)

 

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