PRETE PEDOFILO

 

 

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PUBBLICATO SU: www.liguria2000news

Milano. Il prete pedofilo, la Curia e il fondo per zittire le vittime

Milano. Fondi riservati della Curia milanese per azzittire le vittime dei preti pedofili. È questa la cruda realtà che emerge dal processo a don Mauro Galli, il sacerdote imputato di violenza sessuale ai danni di un giovane parrocchiano. Centocinquantamila euro di risarcimento sono stati versati alla vittima perché ritirasse la sua querela. Non certo da don Galli, che risulta nullatenente. A officiare l’accordo è stato Mario Zanchetti, difensore dell’Arcivescovado. Tra le clausole imposte alla famiglia: non rivelare la provenienza dei quattrini.
Ieri in aula, i due preti-testimoni raccontano di avere appreso subito quanto era accaduto la notte del 19 dicembre 2011: don Mauro che invita il ragazzo a dormire a casa sua con il consenso della famiglia, ma invece che nella camera degli ospiti lo fa dormire insieme a lui nel letto matrimoniale. E nel cuore della notte allunga le mani. «Quando chiedemmo spiegazioni, ci disse che il ragazzo aveva avuto un incubo e lui lo aveva afferrato per non farlo cadere dal letto».Solo più tardi, il ragazzo (allora quindicenne) aggiungerà di essere stato violentato dal prete. Ieri si apprende che comunque, fin dall’immediatezza dei fatti, Delpini aveva saputo che don Galli si era portato a letto il ragazzino. Ma si guardò bene dall’accogliere la richiesta dei suoi sottoposti di allontanare don Mauro da ulteriori tentazioni. Il caso, però, sollevò numerose polemiche. Il sacerdote accusato, infatti, fu trasferito dalla parrocchia di Rozzano a Legnano, ma sempre in un ambito della pastorale giovanile. La decisione, secondo quanto emerso dagli atti del tribunale, fu presa dall’attuale arcivescovo Mario Delpini, all’epoca vicario episcopale. La Curia, però, si è sempre difesa sostenendo che nel 2011 non si conosceva quanto fosse realmente accaduto ma che, soprattutto, non era mai stata usata la parola abuso. Infatti soltanto nel luglio 2014, cioè tre anni dopo i fatti, la vittima presentò denuncia.

(Lara Calogiuri

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