MATRIMONI COMBINATI

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PUBBLICATO SU: www.liguria2000news

Savona. Matrimoni combinati e promesse di lavoro: dall’Africa alla Liguria per la cittadinanza

Savona. Pagavano cospicue somme di denaro – dai 5 ai 10mila euro – per ottenere il permesso di soggiorno in Italia grazie a contratti di lavoro e matrimoni fittizi. A scoprire e smantellare l’organizzazione truffaldina alla base di tutto i Carabinieri del Comando di Savona che hanno arrestato dieci soggetti (cinque italiani tra cui tre donne e 5 extracomunitari di origine egiziana, nelle province di Savona, Piacenza, Torino, Milano e Varese) con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso ideologico per induzione. L’indagine denominata “Piramide” e condotta dal nucleo investigativo savonese era iniziata ad aprile dello scorso anno, facendo ben presto emergere da alcuni controlli congiunti, che l’attività criminosa aveva preso le mosse sin dal 2013 e aveva un giro di affari da oltre un milione di euro. A capo dell’organizzazione, secondo l’accusa, c’era un egiziano, Ibrahim Bedir, residente a Loano, in provincia di Savona; con lui in carcere è finito un connazionale, Ahmed El Din, imprenditore bloccato dai militari all’aeroporto di Malpensa la scorsa notte mentre rientrava in Italia. Altre otto persone, sei titolari di attività e le due “false spose”, sono ai domiciliari. In pratica, l’organizzazione reclutava perlopiù in Egitto coloro che volevano venire nel nostro Paese, ottenendo il permesso di soggiorno di 4 mesi al prezzo 5-6 mila euro, cifra che poteva arrivare a 10mila euro a seconda degli imprenditori complici coinvolti o se si concordava il matrimonio fittizio che costava di più perché garantiva ovviamente il permesso di soggiorno definitivo. Se un extracomunitario riceveva la proposta di lavoro da parte di un imprenditore del Belpaese, l’Ambasciata italiana in Egitto rilasciava il visto di lavoro temporaneo per 4 mesi massimo un anno, a seconda del contratto, in lavori che riguardavano soprattutto bar, pizzerie e kebab-store ma che non si concretizzavano mai.
Tra gli esercizi commerciali coinvolti, figurano il ristorante-pizzeria “Mamma Mia” a Pietra Ligure, il “Bar Cafè” di Savona, il bar-ristorante “Soska” ad Albissola Marina, il ristorante “La Taverna del Pirata”, il ristorante “La Svolta”, il ristorante “Il Vascello 3” e il ristorante “Marebello” tutti a Pietra Ligure.
(Lara Calogiuri)

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