SCIOPERO PORTUALI

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PUBBLICATO SU: www.liguria2000news

Genova. Venerdì sciopero e corteo dei portuali, rischio paralisi del traffico

Genova. Il rischio è la paralisi totale del traffico. Per questo il Comune di Genova cerca di correre ai ripari in anticipo. Lo sciopero nazionale dei lavoratori portuali e marittimi che coinvolgerà anche il capoluogo ligure potrebbe riversare nelle strade della città qualcosa come 500 tir impossibilitati ad entrare in porto con i varchi bloccati dall’agitazione. La prima industria cittadina, fatta di grandi navi portacontainer che ormeggiano in banchina e portuali che operano nei terminal, venerdì protesterà per chiedere maggiori certezze su lavoro e sicurezza. Venerdì mattina, da Sampierdarena, partirà un corteo che arriverà davanti alla Prefettura. I lavoratori si ritroveranno alle nove a Ponte Etiopia per poi attraversare parte della città e arrivare in via Roma. Al corteo dovrebbero partecipare circa 500 portuali, mentre altri resteranno per l’intera giornata a presidiare gli accessi ai terminal, da San Benigno a Voltri. Negli ultimi tempi il verificarsi di casi di autoproduzione nei porti italiani è sempre più frequente: “Solo a Genova, ci sono stati 7 interventi della Capitaneria negli ultimi 15 giorni, ma le sanzioni sono troppo basse per scoraggiare le compagnie”. La pratica dell’autoproduzione è prevista per legge solo nel caso in cui in uno scalo non siano presenti lavoratori portuali in grado di svolgerla e sempre previa autorizzazione di Autorità di Sistema Portuale a Capitaneria di Porto, “ma ormai si verificano almeno 3 o 4 casi al giorno senza nessuna preventiva richiesta alle autorità competenti”. I rischi riguardano la sicurezza, “i marittimi non sono formati per questo tipo di intervento, che viene svolto spesso durante i turni di riposo e senza remunerazione”, e l’equilibrio sociale: “Con l’autoproduzione si sottrae lavoro ai portuali i cui livelli occupazionali sono già minacciati dalla crescente automazione dei terminal. Da mesi – concludono i sindacati – chiediamo un incontro alle associazioni di terminalisti e armatori, con l’AdSP come garante, ma non abbiamo ricevuto riposta”. «Le istituzioni- spiegano Enrico Poggi ed Enrico Ascheri della Filt-Cgil, Roberto Gulli e Duilio Falvo della Uiltrasporti e Davide Traverso e Massimo Rossi della Fit-Cisl – non ci hanno mai ascoltato. Autorità di sistema portuale e Capitaneria – aggiungono – devono intensificare i controlli con più personale in porto: recentemente qualche compagnia di navigazione che obbliga i marittimi a fare autoproduzione è stata multata ma si tratta di una misura totalmente insufficiente a fermare questo fenomeno». «In porto – chiudono i sindacati – ci sono stati sette interventi negli ultimi quindici giorni, ma le sanzioni sono troppo basse per scoraggiare le compagnie a rispettare le leggi».

(Lara Calogiuri)

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