UNIVERCITY

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PUBBLICATO SU: www.liguria2000news

Genova. Univercity, le colonne sonore dei videogames al Teatro Carlo Felice

Genova. Il Teatro Carlo Felice si trasforma per una sera in un luogo incantato popolato da personaggi di Final Fantasy, Assassin’s creed, Warcraft e Skyrim: il 22 giugno alle 20.30, infatti, ci sarà il concerto “Otherworlds”, dove il coro dell’Università di Genova canterà le colonne sonore tratte dai più noti videogame, accompagnati dall’orchestra del teatro. Fiore all’occhiello di questa terza edizione di Univercity, l’evento si inserisce nella giornata interamente dedicata alla tecnologia e all’approfondimento della nascita dei videogiochi, avvenuta negli anni Novanta. E sono proprio gli anni Novanta il tema della rassegna che si terrà dal 21 al 23 giugno. Ancora pochi posti liberi per “Otherworlds”, un’iniziativa che è nata dalla proposta dell’Università di Genova e che il Carlo Felice ha subito sposato. “Ho dovuto fare un corso accelerato di videogiochi”, scherza il sovrintendente Maurizio Roi. “La musica ormai è dovunque, nei bar, per la strada, in macchina, nei telefoni, nella tv e nei videogiochi ed è una musica interessante. Non abbiamo esitato davanti a questa idea, anche perché abbiamo la fortuna di avere un direttore che aveva già fatto concerti di questo tipo in Australia”. A dirigere l’orchestra sarà, infatti, Daniel Smith, principale direttore ospite del teatro. Un’occasione importante per i ragazzi dell’università: salire sul palco del teatro lirico cittadino e avere la possibilità di conoscere il maestro Smith.
“La musica è universale e vogliamo comunicarlo ai giovani”, afferma Roi. “Bisogna soltanto fare una cosa: divertirsi. Quando ci si diverte e si gioca non si può essere distratti, ecco perché il gioco e di conseguenza la musica dei videogiochi sono estremamente seri ”. L’invito è quello di andare ad ascoltare qualcosa di totalmente innovativo, anche se non si conosce bene questo mondo, proprio per scoprirne la bellezza. E conclude il sovrintendente con il proposito del teatro “Noi facciamo tutta la musica che c’è”.

(Lara Calogiuri)

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