SVASTICA

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PUBBLICATO SU: www,liguria2000news

Genova. una grossa svastica in piazza Banchi

Genova. Una grande svastica è comparsa nel tardo pomeriggio di martedì 31 luglio 2018 sulla pavimentazione di piazza Banchi, davanti alla Loggia. È stata tracciata con una sostanza bianca (c’è chi dice gesso, chi farina), nel cuore di Genova. La foto della svastica, scattata da Simone Meneghelli e condivisa subito sui social, sta facendo il giro del web. L’episodio ha subito scioccato residenti, passanti ed esponenti di forze politiche di opposizione (e non) e, come si vede dalla foto, tre persone hanno tentato di cancellarla immediatamente. Il presidente del Municipio Centro Est, Andrea Carratù, così come l’assessore Andrea Grasso, si sono mossi immediatamente per far rimuovere la svastica. Un altro episodio di razzismo, un’onda che sta avanzando sempre più pericolosamente nel nostro paese. Intanto, di questo increscioso episodio, sono state informate anche le forze dell’ordine per l’individuazione del responsabile/i. Qualche anno fa, un’altra svastica era stata tracciata in via al Ponte Reale, con autore era stato individuato in un commerciante della zona
Intato è arrivato anche il messaggio di Anpi Genova, rivolto alla giunta Bucci: «L’indignazione di chi l’ha vista, la decisione di alcune persone di provare a cancellarla subito, hanno avuto eco anche nella mobilitazione di esponenti dell’opposizione in Comune che, tramite i social network, hanno sollecitato l’intervento di pulizia immediato. Non ci fa paura una svastica in una serata così calda, che per provare un brivido qualcuno ha pensato di cercare ad ogni costo la sfida, magari lo scontro. O cercare di segnare il territorio con tristi segni di un passato già condannato dalla storia. Chiediamo, ancora una volta, cosa intende fare quell’esponente della Giunta che vuole indossare, spesso a sproposito, i panni dello sceriffo e, più che altro, una parola decisa al sindaco Bucci: basta con l’acquiescenza, o c’é il rischio che dalla provocazione fine a se stessa si possa passare ad atti inquietanti. Le recenti esternazioni inqualificabili di un consigliere comunale, così come questa provocazione non possono passare sotto silenzio, altrimenti diventa complicità».

(Lara Calogiuri)

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