LE QUATTRO DONNE DI ISTANBUL

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Genova. Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Genova. Le Quattro donne di Istanbul (Newton Compton 2018, pp 352, Euro 9,90) di Aişe Kulin, è una lettura molto interessante offerta da un romanzo contemporaneamente suggestivo e commovente, in cui la Kulin cita con gratitudine il contributo dato per anni alla cultura della Turchia dai tanti scienziati europei, uno storico episodio del suo paese, poco noto e che meritava assolutamente di essere ricordato. Un romanzo che elegge a privilegiato palcoscenico la storia della Turchia – dagli anni ‘30 al 2016, e dunque più di ottanta anni di storia – con una lunga carrellata descrittiva che comprende i tanti e continui e rivoluzionari sconvolgimenti culturali e politici che l’hanno segnata e scossa profondamente fino a oggi. E che purtroppo dopo troppi pochi anni di vera democrazia ha visto soprattutto il susseguirsi di prevaricazione e follia condita da sangue, incomprensione e odio fino ai giorni nostri.
Dopo l’ascesa al potere di Hitler in Germania, Gerhard Schliemann, un patologo, un medico specialista ebreo tedesco con la moglie Elsa e i due figli Peter e Susy, è costretto ad abbandonare Francoforte e la Germania per sottrarsi alle persecuzioni naziste. Gli Schliemann si rifugeranno dapprima a Zurigo e, quando il dottore riceverà dal Dipartimento di Medicina di Istambul la proposta di andare a lavorare in Turchia per rinnovare e modernizzare l’università di Darülfünun, la accetterà.
Non gli resta che trasferirsi sulle rive del Bosforo, dove si farà raggiungere dalla famiglia, per approfittare della sicurezza e della generosa accoglienza di quel paese che per loro finirà con trasformarsi in una patria di adozione. In quegli anni la Turchia è governata in modo illuminato da Atarurck, ex ufficiale dell’esercito, fondatore e primo presidente della Repubblica Turca, che mira a far diventare il paese moderno e alla pari con gli stati occidentali. Gerhard Schliemann sarà un motore trainante che, con il prestigio professionale e la sua dialettica, saprà convincere altri medici e scienziati, ebrei e non, a raggiungere la Turchia per dare un forte impulso di sviluppo alla nuova università. Il costante impegno ospedaliero e universitario di Schliemann consentirà alla sua famiglia, privata della nazionalità tedesca per motivi razziali, di ottenere quella turca.
I personaggi femminili, le quattro donne del titolo e che impariamo a conoscere e ad apprezzare nella trama: Elsa, Suzi, Sude ed Esra, tutte donne forti che lasceranno ciascuna il segno sulle successive generazioni, saranno costantemente alle prese con nuove sfide. E purtroppo anche l’incancellabile marchio dell’ebreo, nonostante la successiva islamizzazione e vero senso di appartenenza al paese, continuerà a pesare su di loro inesorabilmente.
Ayşe Kulin, nata nel 1941, è una delle autrici più amate della Turchia, e i suoi libri hanno venduto in patria più di dieci milioni di copie.

(Lara Calogiuri)

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