IL LAGO DEI CIGNI

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Genova. Il Lago dei Cigni: il capolavoro di Čajkovskij al Teatro Carlo Felice

Genova. Il lago dei cigni al Teatro Carlo Felice dall’11 al 13 gennaio 2019 è molto di più di un balletto: è il balletto per antonomasia. La sua protagonista, la donna-cigno, non è un ruolo qualunque: con i suoi movimenti eleganti, flessuosi ed eterei che le donano una leggerezza al di là dell’umano, è l’emblema stesso della ballerina classica, della figura femminile che danza sulle punte in tutù bianco.
E dire che Čajkovskij iniziò a comporre quasi per gioco il suo primo balletto, destinato a rivoluzionare la concezione un po’ ammuffita della danza ottocentesca (almeno dal punto di vista della qualità delle musiche); il primo abbozzo della partitura, infatti, risale a una vacanza del 1871, durante la quale Čajkovskij ebbe l’idea del Lago dei cigni (ispirandosi ad antichi racconti popolari russi e tedeschi incentrati sul mito della donna-animale, un genere molto amato nel romanticismo) come piccolo spettacolo per divertire i nipotini e i loro amici. Incompreso al debutto (Teatro Bolshoi, 4 marzo 1877), è oggi il balletto classico più danzato, studiato, rielaborato. Anche per i suoi aspetti psicoanalitici, ancora attuali, come dimostra il film del 2010 Il cigno nero, storia di una ballerina la cui schizofrenia esplode proprio dovendo interpretare Odette-Odile, il cigno bianco e il cigno nero, due metà della stessa figura doppia.
Un soggetto carico di mistero e inquietudine, che dovette attrarre in modo particolare Čajkovskij, uomo lacerato non meno della principessa protagonista. Nella musica del Lago dei cigni, non a caso, il compositore mise tutto se stesso, trasfigurando in suoni i propri tormenti interiori, a partire dal patetico, tragico e fatale Leitmotiv, famosissimo. Il Balletto del Teatro Astana Opera, la compagnia protagonista del Lago dei cigni proposto quest’anno dal Teatro Carlo Felice, ha scelto la versione coreografica di Marius Petipa e Lev Ivanov del 1895, rivisitata da Altynai Asylmuratova; tra le tante che si sono succedute dall’Ottocento a oggi, quella storicamente più importante e durevole.
Lo spettacolo si svolgerà venerdì 11 gennaio alle 15.30 e alle 20, così come sabato 12 gennaio e domenica 13 gennaio alle 15.30.

(Lara Calogiuri)

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