LA BELLA ADDORMENTATA

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Genova. La bella addormentata al Teatro Carlo Felice

Genova. Il Trittico Čajkovskij, ovvero l’integrale dei balletti del più popolare tra i compositori russi proposta dal Teatro Carlo Felice in questo passaggio d’anno, si conclude con La bella addormentata (31 gennaio – 3 febbraio 2019).
Per molti il capolavoro ballettistico di Čajkovskij, nonostante le sue musiche siano meno note al grande pubblico di quelle del Lago dei cigni e dello Schiaccianoci. Rudolf Nureyev, ad esempio, ha definito La bella addormentata il balletto dei balletti, il prodotto più puro dello stile di danza elegante e sublime che la scuola coreografica franco-italiana mise a punto una volta approdata, nell’Ottocento, alla corte degli Zar.
In effetti è difficile pensare a un momento più rappresentativo di quella stagione d’oro del balletto classico del famoso Adagio della rosa, la scena del secondo atto in cui la Principessa Aurora danza a turno con quattro pretendenti: una delle prove tecnicamente più difficili, per una étoile, di tutto il repertorio ballettistico.
La musica non ha nulla a che vedere con quella stereotipata e di routine di cui i coreografi dell’epoca si servivano, in genere, per gli spettacoli di danza: Čajkovskij va ben al di là delle richieste del suo committente, Ivan Vsevolozkij, direttore dei teatri imperiali russi, trasformando l’esile trama ispirata alla celebre favola di Charles Perrault in un vasto affresco musicale che ha addirittura qualcosa di epico. Come ha scritto Vittoria Ottolenghi, grande studiosa di danza, quella della Bella addormentata è una musica «che, pur nella sua molteplicità, esprime come in un poema sinfonico la storia di una vita: la nascita, la crescita, la magica sospensione del sonno – echi mitici di morte e resurrezione stagionale – e poi il risveglio all’amore, alla vita.» Non si tratta di una normale versione sulle punte, ma sulle lame, con protagonista il Balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo, fondato nel 1967 e oggi diretto da Kostantin Rassadin. Una compagnia di danza unica al mondo, che unisce due grandi tradizioni russe, il balletto e il pattinaggio sul ghiaccio, realizzando il miracolo di trasformare uno sport spettacolare in un’arte espressiva. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Arkady Shteynlucht, direttore dalla lunga esperienza di collaborazione con la compagnia pietroburghese. Lo spettacolo andrà in scena giovedì 31 gennaio (alle 20), venerdì 1 febbraio (alle 15.30 e alle 20), sabato 2 febbraio (con gli stessi orari del venerdì) e domenica 3 febbraio (alle 15.30).
(Lara Calogiuri)

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