FIERA DI SANT’AGATA 2019

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PUBBLICATO SU: www.liguria2000news

Genova. Fiera di Sant’Agata 2019: centinaia di bancarelle a San Fruttuoso

Genova. Domenica 3 febbraio torna a Genova la Fiera di Sant’Agata. Dal mattino (dalle ore 8 circa) alla sera, il quartiere di San Fruttuoso, da Corso Sardegna a piazza Terralba, è occupato dalle centinaia di banchi della Fiera di Sant’Agata, l’appuntamento fieristico più grosso di Genova, visitato da migliaia di persone ogni anno. Voglia di fare un po’ di shopping? La Fiera di Sant’Agata 2019 a Genova, con i suoi stand e le bancarelle di artigianato e gastronomia, colora ancora una volta la città.
Per la giornata di domenica 3 febbraio, stesso giorno della partita Genoa-Sassuolo di Serie A (Stadio Ferraris, ore 15), nell’area della Fiera di Sant’Agata di Genova entra in vigore il divieto di sosta e rimozione forzata per tutti i veicoli dalle 00.00 alle 24. Da corso Galilei a corso Sardegna, passando per piazza Giusti, piazza Manzoni, via Giacometti, via Casoni, via Novaro, piazza Martinez, via Torti e piazza Terralba: la fiera rappresenta un’occasione di svago per tutto il quartiere, chiamando anche tanti visitatori da fuori Genova.
Tradizione di Sant’Agata
Una delle tante tradizioni arrivate a noi da periodi antichissimi, essendo la santa una delle prime martiri cristiane, amata e venerata nella sua città natale, Catania. Il convento e la Chiesa di S. Agata sorgono nel quartiere di San Fruttuoso, ampia zona oggi densamente popolata e urbanizzata che nei secolo scorsi fu la grande riserva di coltivazione agricola e di allevamento del bestiame a Genova. Del convento, situato anticamente a levante del ponte omonimo distrutto dall’alluvione, si hanno notizie già dal 1192. L’edificio religioso subì a sua volta le esondazioni del Bisagno che nel 1452 lo distrussero quasi completamente.
Oggi, nel complesso è operante una scuola materna e una elementare. La Fiera di Sant’Agata era l’apice della vita economica della zona durante l’anno. Per la fiera scendevano a fondovalle agricoltori e allevatori ma arrivavano anche da località remote per stringere affari e comprare sementi nel momento in cui si preparava la semina dei campi. Oggi resta una delle più importanti fiere del nord Italia con molti elementi ancora legati alle sue origini: sementi, attrezzi da lavoro, specialità cibarie provenienti da molte parti d’Italia.

(Lara Calogiuri)

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