MANON LESCAUT

Romanzo dell’abate Antoine-François Prévost, pubblicato nel VII e ultimo tomo dei suoi Mémoires et aventures d’un homme de qualité, ristampato a parte nel 1731 e, con testo definitivo, nel 1753. Ebbe titolo, nella sua completezza, Histoire du chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut (Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut)

La Manon Lescaut di Puccini, opera in 4 atti su libretto, fedele alla vicenda di Prévost, di M. Praga, D. Oliva, O. Malagodi, G. Giacosa, L. Illica, rappresentata a Torino il 1º febbraio 1893, è la prima compiuta e originale affermazione del musicista e resta in un certo senso un fatto irripetibile nella sua produzione per la dolorosa intensità passionale con cui viene vissuta la vicenda dei due amanti.L’origine della vicenda risale a “Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut” dell’abate Antoine Francois Prévost del 1731. Il racconto è incluso, in particolare, nel settimo volume delle “Memorie e avventure di un uomo di qualità che si è ritirato dal mondo”.

La storia si svolge attorno al 1720. Narra le vicissitudini del nobile cavaliere des Grieux e di Manon Lescaut. Lui ha 17 anni, lei 16. Travolto dal fascino della ragazza, des Grieux fugge con lei a Parigi, rinunciando alla ricchezza e alla dignità della sua famiglia. Per soddisfare le esigenze di Manon, scopre di poter guadagnare molto barando al gioco. Il denaro facile si perde altrettanto facilmente, e con esso des Grieux perde più volte anche Manon, che lo abbandona per uomini più ricchi. La loro vicenda giunge a una svolta decisiva quando si scontrano con un uomo molto potente: il signor di G. Costui non esita a farli imprigionare e, successivamente, fa condannare Manon alla deportazione nelle colonie francesi d’America. Il giovane, disperato e fedele, la segue. A New Orleans i due vivono serenamente fino a quando il governatore della Luisiana non promette in sposa Manon a suo nipote. Des Grieux sfida a duello il rivale e, pensando di averlo ucciso, fugge con Manon, sperando di raggiungere un insediamento inglese. Ma la giovane non resiste alla fatica e, per gli stenti, muore.

Storia d’amore passionale, il romanzo svela lo stile estremamente efficace dell’Abbé Prévost nel raccontare il reale. Anche se il Des Grieux che narra la storia conosce già la conclusione tragica delle sue vicende e ne ha tratto degli insegnamenti, il suo punto di vista rimane quello parziale del narratore in prima persona. Egli inevitabilmente finisce per giustificare la sua condotta passata adducendo le ragioni labili e illusorie di chi è travolto dalla passione. Per questo, anche se il romanzo viene presentato al lettore con un intento morale, ovvero quello di scoraggiare i giovani a seguire l’esempio di Des Grieux, quello che risalta è la critica della rigida e autoritaria società francese di inizio Settecento, così come la capacità dello scrittore di rendere con un realismo penetrante la controversa psicologia dell’amore.

La storia di Manon e di Renato è una di quelle senza tempo, archetipo di molte relazioni e attuale più che mai: la vittoria del materialismo, della pochezza spirituale e dell’ambizione sopra ogni affetto puro e semplice; una donna caduta vittima della sua stessa bellezza ed ingenuità. Una stoltezza velata però di egoismo, che la rende a tratti crudele e insopportabile per la sua scarsa sensibilità. Perfino in punto di morte un pensiero lo rivolge alla sua giovinezza, scivolatele via dalle mani così precocemente. Eppure nei suoi chiaro-scuri, Manon è una degna eroina, che ha vissuto intensamente, ha amato, sofferto e per un destino più grande di lei giunge al trapasso in un’eterna e macabra freschezza.

Il riscatto è nelle sue parole estreme: “Le mie colpe travolgerà l’oblio. Ma l’amor mio non muore.” Una consapevolezza e una dichiarazione finale alla persona che le è stata accanto veramente nella buona e nella cattiva sorte. Un uomo, Renato, che sarebbe tutto da analizzare sotto la lente della psicoanalisi per la sua dedizione così totale, al limite del servilismo, verso una donna che non gli porta rispetto, lo ha tradito e per molte volte non si dimostra meritevole di un sentimento tanto sincero. Ma alla fine è adorabile proprio per il suo spirito coraggioso, follemente romantico, costretto a seguire il suo cuore in un turbinio di eventi che lo porteranno alla disperazione.

LARA CALOGIURI

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